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Leader-Cath 115.090 – Dal cateterismo arterioso a quello venoso periferico

Leadercath è un catetere concepito per l’introduzione con la metodica di Seldinger, perciò il suo kit include una guida metallica retta ed un ago di introduzione atraumatico, che garantisce scorrevolezza e penetranza senza piegarsi durante l’inserzione. Il cono con alette e raccordo Luer-lock femmina è dotato di un rinforzo in PVC per evitare il piegamento del catetere sul cono.

Ciò che rende particolarmente utile questo catetere è la duplice applicazione, adatto cioè sia per il cateterismo arterioso, usato per emogasanalisi (PaO2, PaCO2 …) e per il monitoraggio invasivo della pressione arteriosa, sia per il cateterismo venoso periferico (tipo Midline), per infusioni e somministrazioni di farmaci per via endovenosa.

Cateterismo arterioso

Il materiale di cui è costituito il catetere è il polietilene (PE), ampiamente diffuso in ambito medico per la sua elevata inerzia chimica, e grazie alle sue eccellenti proprietà meccaniche risulta particolarmente adatto al monitoraggio invasivo della pressione arteriosa. 

L’inserzione di cateteri in piccoli vasi come l’arteria radiale o la pedidia, può rilevarsi difficile tecnicamente, soprattutto se in presenza di un paziente ipoteso o vasocostretto, o di pazienti con arterie fragili (anziani; …). Studi di comparazione tra tecnica diretta e tecnica di Seldinger hanno dimostrato che la puntura diretta dell’arteria con un ago-cannula può essere associata ad un’incidenza maggiore di fallimento (23%). Può conseguirne la necessità di pungere ripetutamente l’arteria, con probabili danni ad essa ed ai tessuti circostanti, o di usare metodiche o approcci alternativi. La tecnica Seldinger diretta permette un’inserzione sicura e veloce (Beards1).

Cateterismo venoso periferico – Mini-Midline

Il Leadercath può essere utilizzato come Mini-midline in pazienti che necessitano di terapia intravenosa a medio termine, dove pH e osmolarità consentono un’infusione periferica.

Il termine “Midline” è stato coniato due decadi or sono per indicare accessi venosi inseriti nel braccio, la cui lunghezza era “a metà strada” tra la lunghezza di un ago-cannula (3-5 cm) e un PICC (30-50 cm circa o comunque di lunghezza sufficiente ad arrivare dal braccio alla giunzione cavo-atriale).

In tempi recenti, sono comparsi sul mercato nuovi dispositivi per accesso venoso periferico la cui lunghezza è superiore a quella delle cannule corte, ma inferiore a quella dei midline tradizionali: si tratta di “cannule periferiche lunghe” o Mini-Midline, ovvero cateteri in poliuretano o in polietilene lunghi 8-10 cm, posizionabili sia in vene superficiali (con tecnica diretta) sia in vene profonde (con tecnica ecoguidata). Contrariamente ai midline tradizionali e ai PICC, essi vengono introdotti con tecnica di Seldinger diretta anziché con tecnica di Seldinger modificata (Pittituri2).

Gli accessi venosi periferici convenzionali (ago-cannula) sono quindi corti e ideali per l’inserimento nelle sole vene superficiali; se utilizzati per l’incannulamento guidato da ultrasuoni nelle vene profonde, sono associati a tassi di fallimento più elevati a causa di stravaso e dislocazione (Gilardi3).

Per questo motivo i clinici ritengono particolarmente utile Leadercath, soprattutto per fronteggiare la necessità di ottenere un accesso venoso stabile ed efficiente per prelievi, infusione di farmaci e liquidi e trasfusioni, nelle situazioni in cui l’accesso venoso risulta essere difficile in base alla valutazione iniziale del personale che ha rilevato multipli tentativi falliti attraverso tecnica “blind” (alla cieca), per il paziente anziano, con obesità o oncologico.

Il catetere Leadercath è un dispositivo vascolare periferico impiantato con la tecnica di Seldinger diretta, con un impianto ottimizzato se eseguito con l’ausilio della guida ecografica.

Non si tratta di un catetere PICC, ma di un catetere venoso periferico che, in assenza di segni di flebite, infezione o stravaso, può essere lasciato in sede, ed utilizzato, per periodi superiori alle 72-96 ore (CDC Atlanta 20114).

Quando utilizzato in modo discontinuo, al termine di un’infusione o prelievo, un lavaggio pulsatile (stop-go) con soluzione fisiologica è normalmente sufficiente a garantirne la pervietà.

Questo catetere può essere utile in pronto soccorso per la facilità e la rapidità d’impianto (ove siano presenti infermieri formati all’utilizzo della venipuntura ecoguidata e alla tecnica di Seldinger diretta), per la sua versatilità d’utilizzo (prelievi, infusioni, trasfusioni in caso di utilizzo come catetere venoso, ed emogasanalisi e monitoraggio della pressione arteriosa in caso di utilizzo come catetere arterioso).

Studi recenti hanno dimostrato che l’inserimento di media durata ha avuto successo nel 100% dei casi studiati e nessuna complicanza immediata ha portato al fallimento o alla rimozione precoce del dispositivo.

L’inserimento guidato dagli ultrasuoni di un Mini-midline al momento della prima visita al Pronto Soccorso in pazienti DIVA (con accesso venoso difficile) che necessitano di un accesso venoso stabile si è rivelato una procedura rapida, priva di effetti collaterali, sicura e valida in termini di rapporto costo-efficacia. Si è inoltre dimostrata ben accettata e spesso richiesta non solo dal personale, ma anche dai pazienti che l’hanno già sperimentata, perché può fornire un accesso venoso periferico stabile e duraturo per tutta la durata della degenza. La sostanziale semplicità di questa procedura la rende adatta anche in un reparto di emergenza già al primo contatto con il paziente, ma può essere facilmente impiegata anche in ogni altro reparto (Gilardi3).

L’impiego di Leadercath è possibile sia in pazienti adulti che in ambito pediatrico, dove ovviamente la scelta del modello di Leadercath più adeguato deve essere fatta considerando l’anatomia vascolare del paziente e il tipo di procedura previsto.

Bibliografia
  1. C. Beards, L. Doedens, A. Jackons, L. Lipman, A comparison of arterial lines and insertion techniques in critically ill patients. Anaesthesia, 1994, Volume 49, pages 968-973
  2. Pittiruti, G. Scoppettuolo, Manuale GAVeCeLT dei PICC e dei Midline, 2016
  3. Gilardi, R.Giannuzzi, K. WoldeSellasie, A. Piano, M. Pittiruti e G. Scoppettuolo, Mini-midline in difficult intravenous access patients in emergency department: A prospective analysis. The Journal of Vascular Access, 2019
  4. Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta, Le nuove Linee Guida per la Prevenzione delle infezioni da Catetere, 2011

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